SAN FRANCESCO D’ASSISI

SAN FRANCESCO D’ASSISI

Vogliamo parlare di San Francesco d’Assisi, non tanto per far conoscere la sua storia nota a tutti, quanto per inabissarci con lui nella bellezza dell’amore di Dio. Quando un uomo ne è toccato profondamente, ancor più se giovane e di vivace personalità come quella di San Francesco D’Assisi, offre al mondo un canto e un fermento di gioia intramontabili.
Così Francesco D’Assisi, figlio di Pietro Bernardone, è diventato il cantore della “perfetta letizia”, quella cioè che deriva dal sapere accettare con pazienza e amore le prove e le sofferenze della vita.
Francesco ben sapeva che non era importante vivere facilmente, quanto invece lo fosse vivere felicemente lo stato di appartenenza a Dio. Tale consapevolezza comporta due conseguenze principali. Da una parte il pensiero costante della gioia futura, dall’altra l’attenzione a fare contento il Signore della vita, Padre nostro celeste che ci ha donato l’esistenza e in Cristo ci ha poi offerto il modello da imitare.
E come possiamo noi fare contento il nostro Padre celeste che ci colma di premure e di ogni bene con provvidenza preveniente e tutto ci dona insieme alla vita? Sicuramente rinunciando a quei moti istintivi con cui reagiamo ad ogni fastidio e ad ogni disagio operando poi, conseguentemente alla rinuncia, una scelta che è l’esatto contrario di quello che al primo istinto avremmo fatto.
La nostra scelta di piacere a Dio sarà quindi una scelta di accettazione, di pazienza, di benevolenza, di comprensione e di tutti quei sentimenti che sono figli della bontà divina.
La grazia, che è l’opera di Dio in continua azione, subito interviene a dare sostegno e forza a chi si impegna in tal modo.

Ancora oggi Francesco ci esorta a vivere per Dio e in Dio, immersi nel miracolo del suo perenne amore. L’ebrezza del suo spirito tanto contagiò che dal suo fervore nacque il secondo ordine francescano, quello delle sorelle Clarisse avviato da Santa Chiara con la prima comunità femminile di San Damiano, e il terzo ordine formato da laici.

Francesco D’Assisi fu pure un grande poeta, il grande poeta di Dio e dell’amore, incisiva espressione della letteratura italiana del suo tempo. Egli mostrò con la sua stessa vita quanto dimorare in Dio nel proprio cuore renda leggeri e felici. Egli fece dei suoi giorni terreni una continua lode.

Dalla testimonianza della sua vita attingiamo guida per i nostri passi.
La sua festa ricorre il 4 ottobre.


Dagli scritti di San Francesco d’Assisi

PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO
O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio,
e dammi fede dritta,
speranza certa e carità perfetta,
senno e conoscimento, Signore,
che io faccia il tuo santo e verace comandamento.
Amen.

 

SALUTO ALLE VIRTÙ

Ave, regina sapienza,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa, pura semplicità.

Signora santa povertà,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa umiltà.

Signora santa carità,
il Signore ti salvi
con tua sorella, la santa obbedienza.

Santissime virtù,
voi tutte salvi il Signore
dal quale venite e procedete.

Non c’è proprio nessuno in tutto il mondo,
che possa avere una sola di voi,
se prima non muore [a se stesso].

Chi ne possiede una e le altre non offende,
le possiede tutte,
e chi una sola ne offende
non ne possiede alcuna e le offende tutte.
E ciascuna confonde i vizi e i peccati.

La santa sapienza
confonde Satana e tutte le sue malizie.

La pura santa semplicità
confonde ogni sapienza di questo mondo
e la sapienza della carne.

La santa povertà
confonde ogni cupidigia e avarizia
e le preoccupazioni del secolo presente.

La santa umiltà
confonde la superbia
e tutti gli uomini che sono nel mondo,
e similmente tutte le cose che sono nel mondo.

La santa carità
confonde tutte le tentazioni diaboliche e carnali
e tutti i timori della carne.

La santa obbedienza
confonde ogni volontà propria
corporale e carnale,
e tiene il corpo di ciascuno
mortificato per l’obbedienza allo spirito
e per l’obbedienza al proprio fratello;

e allora egli è suddito e sottomesso
a tutti gli uomini che sono nel mondo,
e non soltanto ai soli uomini,
ma anche a tutte le bestie e alle fiere,
così che possano fare di lui quello che vogliono,
per quanto sarà loro concesso dall’alto dal Signore.


Consiglio di lettura: “I fioretti”.